Il Direttore di Pneumologia Interventistica dell’Ospedale Regina Apostolorum interviene su Uno Mattina News su RAI 1 per spiegare sintomi, rischi e prevenzione durante il picco influenzale.
Il Prof. Galluccio, Direttore del Centro di Endoscopia Toracica e Pneumologia interventistica dell’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, è stato ospite della trasmissione Uno Mattina News su RAI 1 con con Tiberio Timperi e Maria Soave per analizzare l’attuale incremento dei casi di polmonite e delle complicanze influenzali.
Durante l’intervista, il professore ha spiegato come l’influenza possa predisporre a infezioni più gravi: «L’influenza è una virosi che indebolisce le nostre difese e rallenta il meccanismo di depurazio
ne delle vie respiratorie», ha sottolineato.
Ha poi chiarito che il problema nasce quando il virus scende nelle basse vie respiratorie: «Finché un virus influenzale resta nelle alte vie respiratorie i sintomi sono fastidiosi ma gestibili. Quando arriva nel polmone, invece, può causare una polmonite virale anche grave».
Segnali d’allarme da non ignorare
Tra i sintomi che richiedono attenzione, il Prof. Galluccio ha indicato:
- un secondo picco febbrile
- difficoltà respiratoria
- saturazione in calo
- espettorato anomalo
«Se la saturazione scende o compaiono sintomi nuovi e più intensi, è un segnale di possibile coinvolgimento polmonare», ha spiegato.
Quando rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso
Il professore ha invitato a non affollare inutilmente i Pronto Soccorso: «Il polmone è un organo parlante: una visita del medico di famiglia è spesso sufficiente per orientare la diagnosi».
L’accesso improprio al PS, ha ricordato, può rallentare il triage e mettere a rischio i pazienti più gravi.
Antibiotici e vaccino
Sul tema degli antibiotici, il professore ha ribadito che vanno usati solo quando indicato: «Se abbiamo i sintomi di una virosi, questo non è un motivo per prendere un antibiotico».
Infine, ha ricordato che il vaccino antinfluenzale è ancora utile: «Siamo al picco, ma non alla fine del picco. Chi è a rischio dovrebbe vaccinarsi anche ora».
