Come cambia la vista da vicino dopo i 40 anni: cause, sintomi, diagnosi e le soluzioni più efficaci spiegate in diretta TV dal dott. Walter Calcatelli.
Durante una puntata di UnoMattina, il dott. Walter Calcatelli, oculista dell’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, ha illustrato in modo chiaro e pratico che cosa accade ai nostri occhi dopo i 40 anni e quali sono oggi le migliori soluzioni per correggere la presbiopia.
Perché perdiamo la messa a fuoco dopo i 40 anni
Il dott. Calcatelli ha spiegato che la nostra capacità di mettere a fuoco dipende dal cristallino e dal muscolo ciliare.
Con il tempo il cristallino perde elasticità e cambia forma con maggiore difficoltà: per questo siamo costretti ad allontanare gli oggetti per leggerli.
Durante la trasmissione è stata mostrata anche la classica tabella per la visione da vicino, utile per valutare la capacità di accomodazione. Se, dopo aver corretto la vista da lontano, non si riescono a leggere i caratteri più piccoli, si procede con l’aggiunta graduale di una lente.
Quando serve l’occhiale da vicino
Molte persone, prima di ricorrere agli occhiali, tendono a ingrandire i caratteri del telefono o a sforzare la vista. Il dott. Calcatelli ha chiarito che lo sforzo visivo prolungato può creare fastidi durante il lavoro o le attività quotidiane: in questi casi è consigliabile una correzione adeguata, calibrata sulla distanza di lettura preferita dal paziente.
Come si misura la presbiopia
La visita prevede:
- esame della vista da lontano e da vicino
- valutazione della salute dell’occhio (cornea, cristallino, corpo vitreo)
- analisi della postura e delle abitudini visive
- controllo della convergenza oculare e della visione binoculare
Solo dopo questa valutazione si sceglie la lente più adatta.
Quali lenti scegliere
Il dott. Calcatelli ha illustrato le principali opzioni:
- Lenti monofocali: una sola distanza di messa a fuoco
- Lenti multifocali: permettono di vedere bene a più distanze
- Lenti “office”: ideali per chi lavora molte ore al computer, ottimizzate per media distanza e vicino.
Presbiopia e familiarità: cosa è davvero ereditario
La presbiopia non è genetica, ma alcune caratteristiche anatomiche del cristallino possono rendere la sua comparsa più precoce in alcune famiglie. Non si tratta di ereditarietà, ma di una predisposizione.
Tra i fattori di rischio, il dott. Calcatelli ha ricordato l’importanza del diabete, che può causare fluttuazioni glicemiche capaci di alterare temporaneamente l’accomodazione.
Laser e lenti a contatto multifocali
Le tecniche laser hanno fatto enormi progressi. Se il trattamento viene eseguito prima dei 60 anni – età in cui la presbiopia tende a stabilizzarsi – potrebbe essere necessario un ritocco negli anni successivi.
Per chi non vuole portare gli occhiali, esistono anche lenti a contatto multifocali, progettate con zone ottiche dedicate a lontano, media distanza e vicino. Il cervello seleziona automaticamente la zona più utile per mettere a fuoco.
L’importanza della visita oculistica
Il dott. Calcatelli ha concluso ricordando che una visita specialistica è fondamentale per individuare la soluzione più adatta allo stile di vita del paziente e prevenire disturbi legati allo sforzo visivo.
